Carmela, ai tuoi ginocchi
Placidamente assiso,
Guardandoti negli occhi
Baciandoti nel viso
Trascorrerò i miei dì.

L'ultimo dì, nel seno
Il volto scolorito
Ti celerò, sereno
Come un fanciul sopito,
E morirò così.

—Me la dica ancora una volta.—Il ricevitore la ripeteva.—Me la canti.—E la cantava.

Un altro giorno, dopo aver parlato a lungo col tabaccaio che avea la bottega accanto a casa sua, andò dal maresciallo dei carabinieri e gli disse:—Maresciallo, mi hanno detto che lei è un eccellente schermitore.—Io? Oh Dio buono, son due anni che non ho più preso la sciabola in mano.—Vuol che si scambi un par di colpi di tanto in tanto?—E come volentieri.—Allora fissiamo il quando.—E fissarono il quando. E da quel giorno in poi, ogni mattina, tutti coloro che attraversavano la piazza sentivano un gran cozzare di sciabole e un gran pestar di piedi e sbuffi e vociaccie nella casa del tenente. Era lui e il maresciallo che giocavan di scherma.—Quest'esperimento potevi risparmiartelo,—disse un giorno il dottore all'ufficiale;—ha dato segno di nulla?—Di nulla; ma era bene provare. M'han detto ch'egli tirava ogni mattina col maresciallo, appunto a quell'ora, e ch'essa, non piacendole di stare a vedere, scendeva in piazza....—Oh sì, ci vuol'altro, mio caro, ci vuol'altro!

VII.

Era trascorso un mese e mezzo dal giorno dell'arrivo del nuovo distaccamento. Una notte l'ufficiale stava a tavolino in casa sua, di fronte al dottore, e colla punta della penna stuzzicando la fiammella della candela che gli ardeva dinanzi, diceva:—Come vuoi che la vada a finire? Diventerò pazzo anch'io; ecco come finirà. Mi vergogno di me stesso, vedi; ci son dei momenti in cui mi pare che tutti m'abbiano a ridere alle spalle.

—Ridere di che?—domandava il dottore.

—Di che?—ripetè l'altro per pigliar tempo alla risposta.—Ridere di questo mio.... zelo, di questa mia pietà per quella povera disgraziata, di questi miei esperimenti, di questi tentativi.... inutili.

—Zelo! pietà! Queste non son cose che possano dare argomento a ridere.—E gli fissò gli occhi nel viso, e poi:—Dimmi la verità; tu sei innamorato di Carmela.

—Io?—esclamò vivamente l'ufficiale, e rimase immobile nell'atto di interrogare, facendosi rosso fino alla radice dei capelli.