—Domani sera,—ripetè macchinalmente Carmela, e vista la chitarra sur una seggiola, ne toccò le corde con un dito e le fece sonare.

—Non ti rincresce ch'io vada via? Non ti dispiace di non vedermi mai più?—

Carmela lo guardò fisso negli occhi, e poi abbassò la testa e lo sguardo proprio come se pensasse. L'ufficiale non aggiunse altro e si mise a parlar sotto voce col soldato, aiutandolo a piegare i vestiti.

La fanciulla sta va guardandoli senza far motto. Dopo un po' di tempo, l'ufficiale le andò vicino e le disse:

—Adesso vattene, Carmela; ci sei stata abbastanza qui; vattene a casa, via.—

E pigliatala pel braccio la sospinse dolcemente verso la porta. Essa si voltò e stese le braccia per cingergli il collo....

—Non voglio.—

Carmela battè due o tre volte il piede sul pavimento,, gemette, stese nuovamente le braccia, gli cinse il collo, gli strisciò la bocca a traverso la guancia senza baciargliela, come se pensasse a qualcos'altro, e poi se n'andò tacita tacita, lentamente, senza ridere, senza volgersi indietro, con un viso che non esprimeva nulla, come il distratto che pensa nello stesso tempo a cento cose e a nessuna.

—Che è questo?—pensò l'ufficiale.—Che sia un buon segno?... Oh Dio lo volesse, speriamo!—

Il giorno dopo non uscì di casa e non volle neanco veder Carmela, comunque sapesse ch'ella stava seduta, come sempre, alla porta. Impiegò tutto il dopo pranzo a preparare la prova della sera. Il suo piccolo appartamento si componeva di due stanze e d'una cucina. Tra la camera da letto e la porta d'entrata v'era la stanza più grande, le cui finestre, come quelle dell'altra, guardavano sulla piazza. In questa stanza egli fece apparecchiare per la cena. L'oste suo vicino gli imprestò una gran tavola da mangiare, venne egli stesso a cucinargli in casa que' pochi piatti che occorrevano, apparecchiò con quel maggior lusso che potè, e portò poi in tavola egli stesso, come avea fatto tre anni prima per quell'altro ufficiale. Verso le nove della sera venne pel primo il dottore.—È qui sotto,—disse, entrando, all'amico;—s'è lamentata con me di non averti ancora veduto. Le ho domandato se si sentiva bene, ed essa, dopo avermi fissato negli occhi, mi rispose:—bastimento a vapore—e non rise. Mah! Chi saprebbe dire che cosa passi per quella testa? Dio solo. Oh, vediamo un po' questa splendida imbandigione.—