E dato tutti e due uno sguardo alla tavola, cominciarono a concertare fra loro il miglior modo di condurre la rappresentazione di quella commedia, o piuttosto di quel dramma, perchè gli era un dramma, e serio. Quando furon d'accordo:—Che tutti abbiano imparato bene la propria parte?—domandò il dottore; ufficiale rispose che sperava di sì.
Poco prima delle dieci sentirono giù alla porta uno scalpiccìo di molti piedi e un suono confuso di voci.—Son qui!—disse il dottore, e si affacciò alla finestra.—Son proprio loro.—
Il soldato scese ad aprire. Il dottore accese i quattro candelieri ch'erano ai quattro canti della tavola.
—Come mi batte il cuore!—disse l'ufficiale.
—Coraggio, coraggio!—
In quella si sentì Carmela esclamare:—Vado anch'io sul bastimento a vapore,—e poi batter le mani.
—Coraggio!—ripetè in fretta il dottore nell'orecchio all'amico;—hai sentito? Le si comincia a fissare nella mente quell'idea; buon segno; animo; ecco i convitati.—
La porta s'aperse ed entrarono sorridendo e inchinandosi il sindaco, il giudice, e tutti gli altri che s'eran riuniti al caffè. Mentre l'ufficiale salutava e ringraziava ora l'uno ora l'altro, il dottore disse una parola nell'orecchio all'ordinanza ch'era immobile in un canto, e questa scomparve. Dopo un minuto, senza che nessuno se n'accorgesse, ritornò con Carmela, e tutti e due, passando rasente il muro in punta di piedi, entrarono nell'altra stanza.
—Sediamo—disse l'ufficiale.