— Fermissimamente, perchè l’organizzazione della rivoluzione sarebbe la tirannia preparata, com’è stata sempre finora. E senza capi. E se verran fuori dei capi, saranno per loro le prime fucilate.

— E senza organizzazione e senza capi, chi manterrà l’ordine e la giustizia nella presa di possesso del capitale sociale?

Con questo, credette d’averlo messo al muro. Ma l’anarchico gli diede una risposta meravigliosa:

— Nessuno avrà interesse a prendere più di quello che gli occorre per lavorare.

A questa risposta inaspettata, a vedere la sincerità assoluta che brillava nei suoi occhi chiarissimi e fissi, Alberto si sentì disarmato, e l’obbiezione che stava per fargli ancora riguardo al principio: «ciascuno secondo i suoi bisogni», non attuabile se non nel caso d’una produzione sovrabbondante per i bisogni di tutti, gli morì sulle labbra. Egli sentì una specie d’ammirazione attonita per quella fede cieca, per quell’uomo così saldamente, così invincibilmente persuaso della sua idea.

— E crede anche — si restrinse a dirgli — i tempi già maturi per una rivoluzione?

— Magari per vincerla, no. Ma per cominciarla, per avviarla con delle rivolte, che scuotono l’opinione pubblica, poichè non c’è altro che la violenza che mandi avanti una causa, e non si fanno proseliti che con degli esempi d’audacia. La miglior propaganda è di sgomentare il nemico, di fargli tremare la terra sotto i piedi, di rendergli la vita così tribolata e miserabile, di far desiderare anche a lui la fine di tutto. I primi si sa, pagheranno i vasi rotti, come accade sempre; ma ne verrà dopo degli altri, che s’andranno moltiplicando; e poi verrà il momento favorevole, in cui agiranno tutti insieme, e allora sarà un uragano, che non lascierà più un sasso sull’altro di questa infame galera. E sarà presto, com’è vero che io e lei siamo qui, e che ci guardiamo in faccia.

E questo disse con un tale accento, con un tale sguardo che Alberto, con sua intima vergogna, sentì scorrere un freddo istantaneo dentro il suo sangue borghese, e si passò una mano sulla bocca per nascondere lo sforzo di mandar giù la saliva. Dopo una breve pausa gli domandò: — È anche per l’azione individuale?

Quegli lo guardò fisso, e poi scrollando le spalle come si fa a una domanda fanciullesca, rispose sprezzantemente, ma vigorosamente:

— No!