— Ma no — rispose questi tra il faceto e il serio, con l’aria di chi gode a soffiar nelle dispute. — Trovo giusta l’idea d’Alberto, che per l’organizzazione della Società, come i socialisti la vogliono, si debba anche tener conto della cooperazione dei fatti. Mi permette d’esprimer tutto il mio pensiero? L’edifizio futuro si costruirà come si è costrutto il presente, che fu tirato su ed accomodato a poco a poco dalle generazioni, secondo i loro bisogni, che mutavano, e secondo le norme successive dell’esperienza. Non si può quindi giudicare fin d’ora quello che sarà per l’appunto lo Stato socialista, nè pretendere che qualcuno lo dica. Si vedrà. — E soggiunse, accarezzandosi il mento: — Sapeva la borghesia francese dell’89 che governo avrebbe costituito? Voleva il potere politico per fare i suoi affari a comodo suo; ma non prevedeva nemmeno la repubblica, non prevedeva nemmeno che cosa sarebbe stato la sua costituzione economica. — E non essendo guardato dal commendatore, mise fuori due dita di lingua.

Quegli lo fissò, quand’ebbe finito, e disse, dondolando il capo:

— Lasciatevi dire una cosa: mi fate pietà tutt’e due. — E voltò le spalle; mentre il Cambiari si stropicciava le mani, come chi ha fatto uno scherzo ben riuscito, e il cavalier Bianchini rivolgeva un atto supplichevole al figliuolo, perchè tacesse. Questi acconsentì mordendosi le labbra. Ma il vecchio Geri tornò all’assalto.

— O mi dica un po’, signor professore? — disse con voce dottorale. — Tutte le istituzioni sociali, proprietà, famiglia, stato, religione, son legate fra di loro intimamente; non si può toccare l’una senza toccare l’altra: che cosa farà della famiglia?

— Sì, sentiamo — dissero altre voci — che cosa farà lei della religione e della famiglia?

E il Geri giovane, dando un’occhiata alla signora Giulia, soggiunse:

— Avrebbe in proposito le idee di Maria Zara?

Quasi tutti risero.

— Che orrore! — esclamò la signora Giulia.

La vecchia Bianchini fece un atto di ribrezzo. Non avevan mai letto nulla di lei; ma sapevano chi era, una specie di petroliera, un’apostolessa e praticante dell’amor libero, la ganza di tutto il partito, una donna da non nominarsi fra gente per bene. La sua reputazione era così orribile che Alberto, benchè la sapesse una donna onestissima e immensamente buona, non s’attentò neppure a difenderla.