— Ma questi vantaggi li pagano con le tasse.

— O che tasse paga chi non ha quattrini?

— Ma come! Non sa che ogni operaio che guadagni tanto da vivere paga il venti per cento del suo salario in tasse indirette?

— Ma che venti per cento! Si sa come si fanno questi calcoli.... E poi consideri le case operaie, gli istituti ospitalieri, i bagni popolari, la maggior igiene, che diminuisce le malattie infettive. Una volta eran decimati dal vaiolo....

— Già — disse scherzosamente la Luzzi. — Come osano di lamentarsi? Son vaccinati!

Fu una risata. Alberto, sopraggiunto in quel momento, le disse:

— Brava, signora Luzzi! Val più una delle sue bottate che tutti i nostri ragionamenti.

La discussione continuò; ma da qualche minuto il Cambiari s’era staccato dal gruppo e discorreva con la signora Paola, seduta accanto alla madre d’Alberto; questa sdegnata, quella stupefatta e quasi tremante per la disputa che aveva ascoltato. L’ingegnere finiva di confonderle la testa dicendole che il socialismo non era che la risurrezione del cristianesimo, e citandole cardinali e vescovi tedeschi, inglesi e americani che avevano espresso idee socialiste.

— Ah! non è possibile — rispose la signora. — Non scherzi su questo soggetto, signor ingegnere!

— Come, non è possibile? Ma, cara signora, sono fatti sacrosanti. E i padri della chiesa? Lei rispetterà i padri della chiesa. Ebbene, San Clemente ha detto che «tutto dovrebbe appartenere a tutti», San Basilio ha detto che «il ricco è un ladro», San Giovanni Crisostomo che «tutti i beni dovrebbero essere in comune».