La signora lo guardò; poi scosse la testa.
— Ma non avran detto proprio così. Lei m’ha l’aria d’inventare. Se il mondo è com’è, è perchè il Signore vuole che sia così. Se Sua Santità benedice anche i ricchi, vuol dire che la ricchezza non è una colpa.
— Sua Santità? Ma Sua Santità è un socialista dichiarato. Non sa che in una sua pastorale, quand’era vescovo di Perugia, ha detto che gli operai sono «sfruttati da una cupidità senza viscere»?
— L’avrà voluto dire in un altro senso. Lei si vuol burlare di me. Che gusto ci ha a tormentarmi?
— Ma no, lei vedrà.... finirà con diventare anarchica. — E le parlò del suo famoso anarchico, il Baldieri, che aveva un libro terribile di propaganda tutto fatto con frasi delle Sacre Scritture, e che a sentirlo parlare, alle volte, pareva un sacerdote sul pergamo.
— Ah! che profanazione! E lei sta a sentire di questi orrori?
E si voltò a chiedere soccorso alla signora Bianchini. Ma questa s’era avvicinata a un crocchietto dove il Geri figlio, ridendo, ma schizzando bile dagli occhi, metteva in burletta lo Stato collettivista:
— .... E così avremo lo Stato muratore, fabro ferraio, calzolaio, contadino, filatore, stampatore, impresario d’omnibus e di tranvai. Il debito pubblico sarà trasformato in «titoli di consumazione» e invece della moneta si avranno i «buoni di lavoro». Non fo celia, signori miei. Sono profezie stampate. E siccome i valori delle cose non saranno più determinati che dal tempo necessario a farle, così, vedete, non si comprerà più, per esempio, un soprabito da cento lire, ma un soprabito da cento ore; si comprerà tre quarti d’ora di sapone, un quarto d’ora di spago, cinque minuti di zolfanelli. E le fatiche più penose essendo le meglio retribuite, un’ora di lavoro alle fogne frutterà quanto due ore di lezione d’un professore di letteratura. E non più proprietà privata. Ciascun italiano sarà proprietario d’un trenta milionesimo della proprietà nazionale. Non ci sarà più nè mercato, nè borsa, nè pigioni di casa, nè lusso, nè servitori, nè serve: la cucina sarà un’istituzione sociale....
Gli uditori ridevano. Ma egli tacque vedendo avvicinarsi Alberto, che l’aveva inteso, e si guardarono l’un l’altro nel bianco degli occhi, con un sorriso sarcastico. La signora Bianchini prevenne l’urto, facendo in là il suo figliuolo, e gli disse a voce bassa, risentita:
— Ma dove hai la testa? Per che via ti metti? Il commendatore è indignato. Non ricominciare. Che cosa diventa la nostra casa!