— Così si diceva anche prima della rivoluzione francese.
Il commendatore tornò indietro vivamente:
— Il confronto è insensato. L’ordinamento attuale è ben altrimenti forte che il governo francese dell’89, e l’impresa del socialismo è tutt’altra, perchè vuol rovesciare l’edifizio dalle fondamenta. La proprietà assalita sarà ancora la più grande forza del mondo. Avrete una Vandea che vi sterminerà come uno sciame d’insetti.
— Ci ho i miei dubbi! La borghesia è divisa, scettica e sfibrata. E poi, badate, l’esercito dei vostri futuri eroi s’assottiglia di giorno in giorno, poichè in tutti i campi della proprietà i grossi vanno mangiando i piccoli, e questi passano dalla parte opposta. Già tutto lo strato inferiore della borghesia non ha più nulla da perdere ad abbandonarla.
— Oh! basteranno a difendersi quelli che rimarranno, con un fucile da una mano e uno scudo dall’altra!
— Sarà troppo tardi per offrir lo scudo.
— E allora v’ammazzeranno senza offrirlo.
— Ah! Non oserete nemmeno di barricarvi in casa!
A quelle parole, seguì un improvviso mutamento sulla faccia del vecchio: egli guardò il giovane con un’espressione di viva curiosità, poi gli s’avvicinò, e gli domandò con un accento di comica commiserazione:
— Ma chi t’ha messo su? Con chi pratichi? Chi ti ha attaccato questa peste?