— Ma, — disse dopo — bisogna vedere se le loro domande sono ragionevoli. Infine.... la condizione degli operai è migliorata molto, da una volta.
— È un’asserzione discutibile — rispose il giovane. — È migliorata per alcuni, è peggiorata per altri, è diventata più precaria per tutti. Ma, ammesso pure che stessero peggio una volta.... ti parrebbe giusto negare un diritto ad un negro affrancato, per la ragione che suo padre schiavo, non ne aveva nessuno?
Il Bianchini non afferrò l’argomento.
— Sta bene — obbiettò — ma.... lasciamo andare; il migliorare la propria condizione dipende anche in gran parte da loro; se facessero un po’ più d’economia, se non avessero dei vizi, se s’istruissero....
— Ma, caro papà — gli rispose con sorriso amorevole il figliuolo — quando i salari bastano appena alla vita, come vuoi che bastino a far delle economie? I vizi! Dio mio, noi lo sappiamo bene che grandi vizi si possono avere senza danaro. E che tempo è lasciato loro per istruirsi?
— Che tempo è lasciato loro per istruirsi! — ripetè il Bianchini un po’ imbarazzato. — Dunque, tu sei per le otto ore di lavoro?
— Certo.
— E credi che le otterranno?
— No.
— Vedi dunque che lo stato attuale delle cose è inevitabile.