P. — Intendo benissimo: questo t’offende.

C. — Dio mio! Non dico che m’offenda. Son liberale, rispetto i lavoratori, non faccio differenza fra le classi. Ma ci sono dei sentimenti, delle consuetudini sociali.... E mi tocca di vederne d’ogni sorta. Figurati; viene tempo fa un operaio ad accomodare una stufa. Gli dico: — Fate così — vuol fare a modo suo. Ribatto, s’inasprisce; insisto, alza la voce. Capita il mio figliuolo: quello fa un atto di sorpresa: lo conosceva, ma non sapeva d’esser venuto in casa sua. — Buon giorno, compagno! — Compagno!! E si stringon la mano! Sotto i miei occhi! Cose d’un altro mondo. Ma che! Non ci può esser altro mondo che questo in cui segua a un padre di far di queste figure!

P. — E, naturalmente, quello ne profittò subito per rialzare la voce con te....

C. — No, anzi.... mutò tono e fece a mio modo, chiedendomi scusa. Ma, tu capisci, io non potei disfare lì per lì la faccia d’imbecille che m’avevan fatto fare. A questo ci ritroviamo! Compagno! Ah, questa è enorme!

P. — Ah! ora ci sono. Ecco. A te rincresce che egli viva tra quella gente perchè ti pare che dalla piccola popolarità che ha fra di loro ricaschi su di te, sul tuo nome, davanti ai tuoi amici e conoscenti.... un cattivo riflesso; poichè, già, m’immagino che avrai avuto dei dispiaceri.... che ti tireranno delle satire, delle impertinenze, fors’anche. Dev’essere doloroso, in fatti, sentirsi dire sulla faccia: — O come mai un galantuomo sensato come lei può esser padre di un tipo di quella fatta?

C. (scattando). — Oh questo, perdio, nessuno me l’ha detto mai, nè me lo lascierei dire. Che gli diano dell’illuso, del.... fuorviato, lo posso tollerare; ma che ne parlino con disprezzo, mai al mondo! Il mio figliuolo è un giovane onesto, buono, generoso. Alto là, amico mio! L’avvertimento è anche per te.

P. — Ma allora, scusami tanto. Stringiamo i conti. A questo ragazzo non s’è guastato il cuore, non è scemato l’affetto e il rispetto per te. Si occupa con passione di studi, come tu li riconosci, importanti. Non ha vizi. Si è ridotto a una semplicità di gusti e di vita che ti rassicura riguardo al suo avvenire, comunque gli si possa voltar la fortuna. Manifesta una forza di volontà, una fermezza di carattere che prima non aveva. Si fa benvolere dalla gente che lavora e che tu rispetti. O perchè dunque lo chiami un giovane perduto. Mi par piuttosto un figliuolo ritrovato!

C. (balzando in piedi, mette una mano sulla spalla all’amico e lo guarda negli occhi). — O dimmi un po’: m’avresti forse preso giuoco fino adesso?... E mi nasce un sospetto: — avrebbe dato di volta il cervello a te pure in questi anni che non ci siamo più visti? Eh? Saresti diventato socialista? Rispondi!

P. (dando una risata e alzandosi). — Io socialista! Ma tu sei matto nel mezzo del cervello. Poichè t’è entrato il rosso in famiglia, vedi rosso da tutte le parti. Andiamo! beviamone un altro bicchiere e cacciamo le malinconie. (Mesce.)

C. (racquetato). — Alla buon’ora!