Scoprirebbe una legione di pensatori potenti e sereni, di cui stupirebbe d’aver ignorato il nome finora, e che ognuno l’ignori intorno a lei, nei quali s’accoppia alla forza d’una fede fiammeggiante l’autorità d’una vasta e nuova coltura; nature intellettuali, tempre d’animo nuove, gagliarde ed ingenue, appassionate ad un tempo e pazienti; donne d’ingegno virile e di cuore angelico; poeti incolti nelle cui strofe informi balenano immagini immense; autodidattici solitari venuti su dalla gleba, dei quali s’indovinano gli studi faticosi, contrastati, violenti come una lotta fisica, proseguiti per venti anni in soffitte senza fuoco, a prezzo di sacrifici eroici; una falange di scrittori strani, aspri, tormentati, oscuri, di cui si vede attraverso a ogni pagina sudar la fronte nera di polvere e sanguinar gli occhi bruciati dal riverbero delle fornaci, ma dotati d’una eloquenza misteriosa, che la farebbe pensare per giorni e per notti.

E udrebbe da rozze bocche di lavoratori verità e ragioni che nessun libro le ha mai dette, narrazioni di miserie e grida dell’anima che la farebbero fremere come il suono del pianto d’un mondo, parole di pietà e di tenerezza, che sarebbe forzata a ripetere ai suoi figliuoli, e che non le uscirebbero mai più dalla mente.

E finirebbe ad amare tutti quegli uomini di ogni classe e d’ogni paese, portanti tutti sulla fronte, come una stella vermiglia, la stessa Idea, che si scambiano attraverso a mari e a frontiere parole di fraternità e di speranza, e a poco a poco, abbracciando col pensiero l’orizzonte vastissimo, vedendo l’Idea sfolgorare su mille campi di battaglia, e le legioni stellate avanzarsi e salire da ogni parte, ingrossando lungo il cammino come torrente in piena e sommergendo a ogni onda una rovina del passato, sarebbe forse scossa ella pure da un fremito d’entusiasmo ed esclamerebbe: — È giusto, è benefico, è necessario che questo sia.

Ma no; nulla seguirebbe in lei di quanto io dico, e non gliene faccio rimprovero, poichè troppo saldo è ancora nella sua mente quel ferreo cerchio di idee ereditate, senza spezzare il quale le nuove non entrano. E quando pure incominciasse in lei un mutamento, se passasse allora sotto le sue finestre una dimostrazione d’operai socialisti, chiedenti, lei consapevole, la più giusta delle concessioni, lei, al veder quelle facce e all’udir quelle voci, spaventata e sdegnata, scorderebbe in un punto tutte le sue letture e disdirebbe tutti i suoi consensi, per maravigliarsi da capo che si possa esser socialisti e aver dei sentimenti onesti e gentili.

D’altra parte, io ho scelto a proposito, per parlare a lei, questo quarto d’ora della vita nazionale.

E anche qui, veda, ci separa un abisso, perchè tutto ciò che in questi giorni fa respingere più sdegnosamente da lei e dai suoi amici le nuove idee, produce in noi l’effetto opposto.

Noi vediamo una moltitudine, che par la maggioranza del paese, urlare e imprecare col pugno teso contro una frotta di gente cacciata a furia nelle carceri, non colpevoli, in massima parte, che d’un’illusione, d’un grido o d’un impeto d’ira provocata, e volere e approvare che ai credenti nel nuovo verbo sieno violate le case, manomesse le robe, e impedito di adunarsi, di parlare, di lagnarsi e di vivere, e accusarli d’ogni follìa e d’ogni infamia. Ebbene, tutto questo non fa vacillare un istante, ma rinsalda profondamente la nostra fede; la nostra compassione non è per quelli contro cui s’impreca, ma per quelli che imprecano; tutto ciò che accade non ci pare che un accidente sfuggevole del grande cammino vittorioso della nostra causa; e con più serena e imperturbabile sicurezza crediamo che la ragione, la verità, la giustizia, l’avvenire sono dalla parte dei maledetti e che il fascio enorme d’interessi e di forze che s’aggrava sul loro capo non è che un mostruoso avanzo del passato, di cui gli anni sono numerati.

Ella non lo crede; ma lo crederanno i suoi figliuoli, e i suoi nipoti lo vedranno, e ai figli di questi non parrà possibile che gli avi loro non l’abbiano creduto.

Ed ora, la saluto con affettuoso rispetto. Ella risalga fra la gente per bene; io ridiscendo.... fra gli altri.

Discordie in famiglia.