— Che cos'è seguito? — domandò sua madre.

— S'è gettato giù un uomo dal campanile del Duomo, — le rispose Giulia, rientrando nella stanza.

La madre fece un atto d'orrore, e fissando gli occhi in viso alla figliuola, dopo un po' d'esitazione, disse a bassa voce, con impeto: — Dio mio!... Che non fosse....

— Chi? — gridò Giulia.

— Il signor Alberto! — mormorò la vecchia atterrita.

— Il signor Alberto? — rispose la ragazza con un accento indefinibile di sorpresa e di spavento; — ma bada a quello che dici, mamma! Sei pazza?... Certe cose non si dovrebbero nemmeno pensare! — e si mise à piangere.

— Sapete, — disse in quel punto un'altra donna, fermandosi dinanzi alla porta, — dicono che l'uomo che s'è buttato dal campanile sia un impiegato.

— E io vi dico, — gridò Giulia, slanciandosi verso la porta — che ci lasciate vivere in pace! Andate in un altro luogo a far di questi discorsi! Ma, Dio mio! — soggiunse poi, avvicinandosi a sua madre; — avrebbe ben potuto dire una parola prima di uscire, e non lasciarci qui a pensare di lui chi sa che cosa! Bel modo d'andarsene senza dir nulla!... Sentite! — gridò correndo di nuovo sul pianerottolo, e fermando le donne che se n'andavano brontolando; — scusate! dite ancora una cosa! — Poi tornò verso la madre: — Mamma! non so perchè, ho paura! — Poi daccapo verso le donne: — Ma chi v'ha detto che sia un impiegato? Quando s'è buttato? Perchè?

— Per miseria, — risposero le donne; — si capisce!

— Per miseria! — gridò Giulia con una voce straziante.