— Ma che avete? — domandarono le vicine.
— Che cos'ho! — rispose la ragazza col viso pallido e alterato. — Ho che mi piglia la disperazione, capite? Ho che non so più quel che mi faccia!
— O che ha paura che sia il giovane che sta qui?
— Ma sì! — rispose Giulia, girando come una forsennata per la stanza in cerca del suo scialle; — non l'avete ancora capito?
— Ma non può essere! — esclamarono le vicine. — La si cheti! Non sarà lui! — e cercavano di trattenerla.
— Lasciatemi passare! — gridò Giulia, slanciandosi verso la porta.
— Ma non è lui! — gridarono in coro le vicine e la madre, trattenendola per le braccia. — Ma dove vuoi andare? Chetati, per carità! Non è lui!
— Lasciatemi andare, — urlò la ragazza fuori di sè, — o vi mordo!
Con un supremo sforzo si svincolò dalle donne e si slanciò sul pianerottolo.
Due sconosciuti l'arrestarono.