I tre aguzzini si guardarono in viso con un'aria più di stupore che d'ira.
— Ma vuoi dunque morire, imbecille? — urlò improvvisamente il capobanda, mettendo il suo viso contro quello del carabiniere, in modo quasi da toccarlo, e scotendo una mano aperta accanto alla guancia di lui. — Non vedi che sei qui, nelle nostre mani, solo, e che ti possiamo sventrar come un cane? Cosa speri? Che ti vengano a liberare? Dì qualche cosa! Fa sentire la tua voce! Metti fuori almeno una parola! —
Il carabiniere rimase muto.
Preso da un accesso di rabbia, uno dei briganti alzò il coltello; ma il capobanda gli trattenne il braccio, dicendo: — No, il coltello! — e afferrò un fucile: — Questo bisogna che provi! — e alzata l'arma da terra, gliela battè con tanta forza sui piedi, che l'ossa scricchiolarono, il misero gettò un acutissimo lamento, e si contrasse tutto come preso da epilessia. Ma quasi nello stesso punto, traendo forza dal dolore, battè il piede offeso in terra, alzò la testa, e gridò con un ruggito: — No! —
I briganti lo afferrarono tutti e tre insieme pel collo, e stavan per fargli schizzar gli occhi dal capo, quando il giovane che faceva da sentinella, reso audace dall'orrore che non potea più vincere, gridò con voce e viso di forsennato: — Eh, ammazzatelo una volta, per dio! Tirategli una fucilata nella testa! Che serve farlo tanto patire? —
I tre briganti, colpiti più dalla sua audacia che dalle sue parole, si voltarono a guardarlo in atto di stupore; ma fu un breve stupore. Il capo si slanciò sul giovane temerario, e con un pugno nella nuca gli fece battere la testa sul macigno. Il giovane, sbalordito, riprese senza far parola l'atteggiamento di prima; ma nel punto stesso che gettava lo sguardo giù pel fianco del monte, fece un leggero atto di meraviglia, si sporse più innanzi, e restò immobile, cogli occhi fissi. Il capo dei briganti non se ne accorse, e tornò verso la vittima. Era livido, digrignava i denti e tremava; i suoi stessi compagni lo guardavano con trepidazione. Pose una delle sue grosse mani sul capo del carabiniere, alzò l'altra con l'indice teso in atto di minaccia, e guardandolo di sbieco cogli occhi iniettati di sangue, mormorò con voce strozzata:
— Senti... In mal'ora t'è venuta l'idea di fare il cocciuto con me... Tu non sai chi sono... Io ho fatto rizzare i capelli sulla testa a gente che aveva più fegato di te.... Tu non hai idea di quello che son capace di farti soffrire... Io son capace di pugnalarti fino a domani senza toglierti la vita.... di ridurti a non aver più figura d'uomo.... di strapparti gli occhi dal capo.... Sai quello che è seguito agli altri.... non mi mettere al cimento.... di' quello che devi, prima che mi monti il sangue alla testa....
Dicendo le ultime parole, gli levò la mano dal capo, — la guardò, — c'eran dei capelli. Indispettito, glieli buttò nel viso e gli rimasero attaccati alla bocca. Il carabiniere, per liberarsene, sputò. I briganti presero quell'atto come uno spregio, e non si contennero più. Gettando tutti e tre insieme un grido di rabbia, chinando il capo, torcendo gli occhi, gli si slanciarono addosso come tre fiere, e cominciarono colle punte dei pugnali, coll'unghie, coi denti, colle ginocchia, coi piedi, a torturarlo, in fretta e in silenzio; or l'uno or l'altro sostando un momento per riprender fiato; dicendosi l'un l'altro: — Adagio! — per avvertirsi di non ucciderlo; e pestavano, punzecchiavano, mordevano, e cadevano in terra stille di sangue, brani di camicia, ciocche di capelli; e non s'udiva che il respiro affannoso dei tre carnefici, e il rumor dei pugnali che s'urtavano, e il singulto secco della vittima; erano accecati, ebbri, imbestialiti; non parevano più tre uomini, ma un mostro di tre corpi avviticchiato ad un uomo: presentavano tutto quello che posson avere insieme di orribile la demenza, la viltà e la ferocia.
— Non lo uccidete ancora! — ricominciò a gridare il giovane con grande affanno, voltandosi e rivoltandosi rapidissimamente ora verso i briganti, ora verso la campagna, e alzando a grado a grado la voce come se volesse coprire un rumore che s'avvicinava. — Non lo uccidete ancora! Aspettate! Dirà tutto! Se lo uccidete, non saprete nulla! Provate ancora una volta! Ha fatto segno che vuol parlare! Lo ucciderete poi! Gli darò io una pugnalata nel cuore, se non gliela darete voi! Mettete giù i pugnali! Picchiate solamente coi pugni! Non vedete che muore? —
Senza cessar di gridare lanciò un'occhiata fuori, vicino, al piede del baluardo; poi balzò in mezzo al recinto, e mutando tutto ad un tratto viso e intonazione di voce, gridò con un accento d'inesprimibile disprezzo: