Gli ascoltatori interrogarono collo sguardo e col gesto.

— Chiuso, — rispose il giovane — sempre chiuso. Ma allora proruppe un canto fragoroso e accelerato, a cui seguì un nuovo e più violento rimescolìo; erano i soldati. — Sono i nostri soldati, — dicevano tutti tra se, — saranno i vostri; sono i figliuoli delle campagne e delle officine; essi, Santo Padre, veglieranno alle vostre porte e scorteranno i vostri passi; essi, nati nella vostra terra, essi che udirono da fanciulli il vostro grido sublime di libertà, e combatterono contro lo straniero col vostro nome e con quello del loro Re sulle labbra e nel cuore; benediteli; voi li troverete stretti intorno al vostro trono nell'ora del pericolo, pronti a morire; una parola, Santo Padre, e queste spade, questi petti, questo sangue, son vostri! Essi vi domandano la benedizione della patria! Ricordatevi, Santo Padre, il vostro grido sublime!... — Una finestra del Vaticano s'aperse. — Allora il canto cessò, tacquero le grida, silenzio. Alla finestra non v'era anima viva. Vi fu qualche istante, in cui il respiro della moltitudine pareva sospeso. Si vide come un'ombra muoversi alla finestra, ma dentro, in fondo, e sparire. Parve di veder passare della gente, di sentir dallo strepito. Tutte le faccie, tutti gli occhi erano fissi, immobili là. A un tratto tutta la moltitudine, come ispirata, stese tutta insieme le braccia verso il palazzo, migliaia di donne levarono in alto i bambini, i soldati alzarono i cappelli sulla punta delle baionette, tutte le bandiere sventolarono, centomila voci si sprigionarono in un solo tremendo grido: — Viva! Viva! Viva! — Alla finestra del Vaticano si vide spuntare qualcosa, muoversi, luccicare, sollevarsi in aria di colpo.... Dio eterno! — gridò il giovane lanciandosi al collo di sua madre — era la bandiera italiana! —

Dire l'allegrezza, la gioia, l'entusiasmo di quella buona gente, è impossibile. Il giovane aveva parlato con tanto calore, s'era tanto innamorato del suo medesimo inganno che a poco a poco era arrivato fino a non accorgersi più che inventava; e veramente gli si erano inumiditi gli occhi e gli tremava la voce. Perciò nemmeno un'ombra di sospetto passò per la mente ai suoi genitori e alle sue sorelle. Si abbracciavano, ridevano, piangevano. Da quanti dubbi, da quanti scrupoli, da quante battaglie dolorose fra il cuore d'Italiani e la coscienza di Cattolici, si trovavano liberati! La conciliazione tra la Chiesa e lo Stato! Il sogno di tanti anni! Che tranquillità d'animo a allora in poi! Che bella vita d'amore e di accordo! Che respiro libero e sicuro! — Sia benedetto il cielo! — esclamò la madre, lasciandosi cader sur una seggiola, stanca dalla commozione. E poi daccapo tutti insieme intorno al giovane, chi pigliandogli una mano, chi tirandolo pei panni.

— È proprio vero?

— Non è un sogno?

— Continua, racconta tutto, il Papa, la gente, che cosa è stato....

— .... Quel che seguì allora, — riprese il giovane con voce stanca, — a dirvela schietta io non lo so, non me ne ricordo; fu un tale scoppio di grida, un sottosopra, una frenesia, un delirio tale, che solamente a pensarci, anche adesso, mi si confonde la testa. Io non mi vidi più altro intorno che braccia e bandiere alzate, che mi nascosero ogni cosa. Una gomitata che ricevei nel petto in uno di quei terribili rimescolamenti della folla, mi tolse quasi il respiro. Dopo qualche momento mi parve di essere un po' più al largo e mi gettai in una delle strade che menano al ponte, per uscir fuori da quella confusione. Da tutte le strade di Borgo Pio il popolo si precipitava con altissime grida sulla piazza. Si disse poi che la folla s'era slanciata alle porte del Vaticano per irrompere dentro; i soldati l'avevan dovuta contenere prima col petto, poi a forza di braccia, infine coll'armi; si parlava di gente rimasta soffocata nel serra serra. Dentro, nel Vaticano, che cosa sia seguìto per ora non si sa; si diceva che il Papa aveva dato la benedizione dalla finestra. Io non lo vidi. Affranto, sfinito, arrivai sul ponte e lo passai. Sempre accorreva gente da ogni parte, chiamati dalla notizia del grande avvenimento, che s'era propagata colla rapidità del lampo. Grossi drappelli di cavalleria accorrevano di trotto serrato. Guide e aiutanti di campo, mandati a portar ordini di qua e di là, correvano le strade gridando. La gente rispondeva dalle finestre. Vecchi decrepiti, malati, donne coi bimbi fra le braccia, s'affacciavano a' terrazzini, scendevan nella strada, interrogavano, si meravigliavano, si baciavano.... Io arrivai al Corso. All'improvviso s'udì un rimbombo terribile dalla parte del Pincio, poi un altro dalla parte di Porta Pia, poi un terzo dalla parte Porta San Pancrazio; erano tutte le batterie d'artiglieria dell'esercito italiano che salutavano il Pontefice con una salva precipitosa. Dopo poco s'udirono i rintocchi della campana del Campidoglio, poi man mano le campane di cento chiese, che si confusero in un concerto grandioso. La folla da Borgo Pio si riversò con impeto sfrenato sulla sinistra del Tevere, invase in pochi momenti le strade, le piazze, le case; scoprì gli stemmi papali ch'erano stati coperti; portò in trionfo busti di Pio IX, ritratti, bandiere; migliaia di persone si fermarono davanti ai palazzi dei patrizi romani più noti per devozione al Pontefice e proruppero in applausi, e quelli si presentarono sui balconi e misero fuori le bandiere nazionali.... Un momento, lasciatemi riprendar fiato. —

Ripreso ch'ebbe fiato, subito l'incalzarono con nuove domande: — E poi? E il Vaticano? E il Papa?

— .... Non so.... Non vi dico quello che era di bello, di grande, di meraviglioso Roma la sera. La notte era serenissima, e ci fu una illuminazione quale non s'è vista mai, credo, da che mondo è mondo: il Corso pareva tutto di foco; le chiese piene di gente con preti che predicavano; nelle strade musiche, canti, balli; cittadini che parlavano al popolo nei caffè e nei teatri. Volli vedere un'altra volta la piazza di San Pietro. S'era sparsa la voce che Sua Santità aveva bisogno di riposare; Borgo Pio era quieto come in una delle notti più quiete; la piazza era rischiarata dalla luna; una folla silenziosa stava raccolta intorno alle due fontane e sulle gradinate; molti seduti in terra, molti coricati; una gran parte, i più rifiniti dalle fatiche e dalle commozioni della giornata, dormivano; donne, soldati, bambini, alla rinfusa; centinaia di persone inginocchiate, e qua e là sentinelle di tutti i Corpi, con bandierine e croci piantate nella canna del fucile. Il terreno era sparso di bandiere, di foglie, di fiori, di cappelli perduti nel trambusto; le finestre del Vaticano erano illuminate; non si sentiva una voce; pareva che tutta quella gente trattenesse il respiro. Partii di là commosso, esaltato, pensando a tutto quello che avevo visto, all'effetto che avrebbe prodotto la notizia in Italia, nel mondo, in voi altri, in te, specialmente, babbo; mi trovai alla stazione quasi senza avvedermene, c'era una confusione, un gridìo assordante; salii sul treno, si partì, ed eccomi qua. La notizia è arrivata ieri sera a Firenze; mi dissero che fu un delirio; il Re è partito per Roma; la notizia s'è già sparsa per tutta la terra. —

A questo punto si lasciò cader sulla seggiola e tacque in atto di chi non ha più fiato in corpo. Poi s'alzò improvvisamente e scappò a intercettare i giornali che dovevano arrivare alla villa alle undici, sicchè la famiglia serbò la sua cara illusione fino a sera. Il desinare fu allegrissimo, il giovane continuò ad affastellare particolari su particolari, e la madre e gli altri, contentezze su contentezze, benedizioni su benedizioni. Quando tutto a un tratto si sentì un passo accelerato su per le scale, e poi una rumorosa scampanellata. Di lì a un minuto la porta s'aperse, e un prete lungo, asciutto, col viso pallido e la bocca torta, comparì sulla soglia. Era un prete arrabbiato, che la famiglia conosceva di fresco, e pel quale non aveva gran simpatia; ma che pure rispettava ed accoglieva in casa, più per ossequio all'abito che alla persona. Tutti, tranne il giovane, gli corsero intorno, gridando: — Ebbene! Ha sentito la gran notizia! Tutto è finito, grazie al cielo! È stata la mano di Dio! Che cosa ne pensa? Parli, racconti!