“D’oro!” esclamai alla mia volta. “Scusi; abbia la compiacenza di domandarle quanto costa.”
La signora interrogò in lingua frisona Sofia, e poi rivolgendosi a me: “Costa,” mi disse, “senza le spille e senza la catenella, trecento fiorini.”
“Seicento lire!” esclamai. “Scusi ancora: vorrei sapere qual’è la professione del suo fidanzato.”
“Segatore di legna,” rispose la signora.
“Segatore di legna!” ripetei, e pensai con raccapriccio allo spessore del libro che avrei dovuto scrivere per poter vincere di splendidezza quel segatore di legna.
“Non hanno però tutte il casco d’oro,” soggiunse la signora. “I fidanzati che han pochi quattrini ne regalano uno d’argento. Le donne e le ragazze povere l’hanno di rame dorato, o d’argento sottilissimo, che costa pochi fiorini. Però la grande ambizione è d’averlo d’oro, e a questo fine si lavora, si risparmia, si sospira per anni interi. Se poi dovessi parlarle delle gelosie, io che ho la cameriera col casco d’argento e la serva col casco d’oro, ne potrei dire qualche cosa.”
Le domandai se portavano il casco anche le signore. Mi rispose che non lo portavano più, fuor che pochissime; ma che tutte, anche delle prime famiglie, si ricordano d’averlo veduto alle loro nonne e alle loro madri; ed eran caschi cesellati e tempestati di diamanti che costavano un subisso. Anticamente però non si portavano caschi, ma solo una sorta di diademi molto sottili, d’argento o di ferro, senza ornamenti, i quali, a poco a poco, si andarono allargando fino a coprire tutta la parte anteriore del capo. Ora, come tutte le mode che cominciano a decadere quando sono giunte all’esagerazione, anche il casco decade. Alle donne comincia a rincrescere di non poter mostrare i loro bei capelli biondi. Oltre questo, il casco produce il triste effetto di affrettare la calvizie, tanto che molte donne, in età ancor fresca, hanno già delle piazzate che metton paura. I medici, dal canto loro, dicono che quella continua pressione sul capo fa male al seno, e molti affermano che ne arresta lo sviluppo; il che non è difficile a credersi, poichè in fatti le donne frisone, robuste e carnose come sono, hanno per lo più un rilievo leggerissimo là dove è bello il vedere una curva audace. Tutte queste ragioni hanno indotto anni sono parecchie signore della provincia di Groninga, dove è pure in uso quella copertura di capo, a formare una specie di propaganda contro quell’uso, smettendolo esse per le prime; dopo di che moltissime altre lo smisero. Passeranno però molti anni prima che tutti i caschi siano spariti. Le serve, le contadine, la maggior parte delle donne del mezzo ceto, lo portano ancora. V’è la parte pro e la parte contro. Questa guadagna terreno lentissimamente, e quella si difende con ostinazione.
Desideravo di vedere il casco di Sofia, ma era coperto dal solito velo di trina, e non osavo farla pregare che se lo togliesse. Le presi il velo per l’orlo colla punta delle dita e spiegando la parola col gesto, le domandai se lo potevo alzare.
“Lo alzi pure,” mi disse la signora, traducendo la risposta della ragazza.
Lo alzai.