— Per dove? — domandò Fermina senza alzare la testa.
— Per Cuba.
— Oggi?
— Adesso.
— Per sempre?
— ..... Per sempre.
Fermina mise un sospiro, si passò una mano sulla fronte, e poi disse con un accento pietoso: — Ebbene.... addio, Menendez; il Signore t'accompagni.... e.... addio!
— Non hai altro da dirmi? — domandò Menendez colla voce tremante — sei sempre la stessa?
Fermina gli rivolse uno sguardo che rivelava il suo cuore desolato di non potergli dare che una triste risposta.
— Ebbene, — disse allora Menendez avvicinandosi al suo tavolino;.... — poichè non ci vedremo più, fammi una grazia, Fermina. Accetta questo ricordo. — E dicendo così, mise sul tavolino una piccola cassetta di mogano, colla chiavina nella serratura. — Non respingerlo, Fermina! te ne prego! Non è un dono. Non contiene che un foglio di carta in cui è rivelato un segreto che tu devi conoscere; un segreto di famiglia, che non ho rivelato ad altri che a te; una cosa sacra. Accettalo, Fermina; ti giuro sul mio onore che è necessario che tu lo accetti; riconoscerai tu pure questa necessità quando avrai visto di che si tratta, e dirai che avevo ragione e che ho fatto il mio dovere..... Ed ora non ho più altro da dirti. Addio, Fermina!.... dimenticami e sii felice!