Fermina si asciugò una lagrima e gli porse una mano, voltando il viso dall'altra parte.

Menendez le coprì la mano di baci e si diresse verso la porta.

— Menendez! — disse vivamente Fermina.

Menendez si voltò.

— Addio! — ripetè la ragazza con voce alterata, ma ferma; — sono più sventurata di te, perchè non ho più nulla nel cuore! Va, Menendez! Va, e il Signore sia sulla tua strada!

Menendez uscì, socchiuse la porta e cominciò a scender lentamente la scala, coll'orecchio intento, col respiro sospeso, col cuore che gli batteva come se volesse rompergli il petto.

A un tratto sentì il rumore della chiavina della cassetta che girava nella serratura.

Le gambe gli piegarono sotto e un velo nero gli si stese sugli occhi.

Si appoggiò al muro del pianerottolo.

Passarono alcuni secondi.