Erano passati quindici giorni dalla partenza di Manuel Menendez. Una mattina, poco dopo il levar del sole, Fermina stava lavorando nella sua stanza, seduta accanto alla finestra, e alzava di tratto in tratto la testa, per rivolgere uno sguardo malanconico al fiume, alla Torre d'oro, alla Cristina, alle guglie lontane della cattedrale, a cento luoghi e a cento cose che le rammentavano il suo immenso amore svanito, e sospirava. In quei momenti, avrebbe voluto poter riamare Menendez, anche sapendo di non doverlo mai più rivedere, non foss'altro che per dare un alimento alla sua anima vuota; e andava frugando, infatti, dentro all'anima, non più col timore, come aveva fatto altre volte, ma colla speranza di ritrovarvi ancora qualche cosa. Ma anche in quei momenti o non vi trovava nulla, o vi trovava soltanto un resto di sdegno pronto a riaccendersi, e s'affrettava a spegnerlo cacciandovi sopra un altro pensiero. — Morto, morto —, diceva tra sè, scrollando la testa con tristezza, e sentiva profondamente che se anche Menendez le fosse ricomparso davanti, essa l'avrebbe ricevuto come le altre volte, senza risentirne la più leggiera scossa, senza dubitare un momento dell'immutabilità del suo cuore, senza dover fare il menomo sforzo per ripetergli: — Va, lasciami sola nella mia tomba, tutto è finito.

Il corso dei suoi pensieri fu improvvisamente interrotto da un leggiero fruscío; si voltò, mise un grido e balzò in piedi.

Menendez era dinanzi a lei.

Fermina si ricompose subito; ma non potè far a meno di fissare per qualche momento uno sguardo inquieto sopra di lui.

Il suo viso era pallido e dimagrato; il suo occhio, smorto; le sue labbra, livide. Aveva la cappa sulle spalle e una borsa da viaggio a tracolla. Stava ritto sulla soglia della porta, un po' curvo e colle gambe un po' piegate; e fissava Fermina con uno sguardo profondo, pieno d'amore e di mestizia.

— Siete stato malato! — gli disse lei con un leggiero accento di pietà.

Menendez esitò un momento e poi rispose con voce debole:

— Sì.... un poco.

Fermina abbassò la testa.

— Ed ora parto —, soggiunse il giovane.