E subito dopo ne presi un altro. C'era un viso di madonnina, bianco e dolcissimo, di quei visi che fanno dire alle donnicciole: — È una bimba troppo buona, non farà vita lunga. — Questa dev'essere un angioletto, — dissi alla maestra. — Un angioletto, costei? — mi rispose maravigliata. — È un serpentino a sonagli che se ce ne fossero dieci compagne ci sarebbe da perder la testa.
Possibile! E voltandomi ad altre bambine che facevano cerchio: — Non è vero, — domandai, — che questa ragazzina è buona?
Tutte insieme scossero fortemente la testa in atto negativo.
— E che cosa fa per non esser buona?
Stettero un po' zitte, guardandosi a vicenda. Poi una disse risolutamente: — Picchia. — E allora tutte le altre, preso animo, la servirono di barba e di parrucca:
— Graffia.
— Strappa i capelli.
— Tira calci.
— Dà dei titoli.
E come in una scarica di plotone c'è sempre il colpo che parte in ritardo, dopo un breve silenzio ci fu una che soggiunse: — E morde anche.