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Pochi momenti dopo, come in un sogno, udì il rumore d'una carrozza che passava, e quasi ad un tempo il suono del suo nome.

Aperse gli occhi: vide Carlo Bussi inginocchiato davanti a lui.

— Pironi! — esclamò quegli, pigliandogli una mano. — Pironi!... Che hai? Cos'è stato?

— .... Non posso più, — rispose Arturo.

— Alzati! — gli disse concitato il compagno — fatti forza! Siamo ancora in tempo. La carrozza di mio padre è passata ora. T'ho visto passando. T'ho creduto morto. Su, Arturo, su! Possiamo ancora raggiungerli. Non andranno lontano. La carrozza va adagio. Guarda.... Oh che fortuna! S'è fermata!

A un centinaio di passi più oltre, infatti, la carrozza s'era fermata per aspettare che passasse il treno della strada ferrata, la quale attraversava il viale di Stupinigi in quel punto. Doveva passare il treno di Milano, partito allora dalla stazione di Porta Nuova. Il cantoniere aveva chiuso le due barriere.

— Coraggio! — ripetè Carlo, aiutando l'amico a mettersi a sedere e facendogli appoggiar la schiena a un paracarri. — Ecco il tuo berretto. Abbiamo cinque minuti di vantaggio. Hai il tempo di riprender fiato. Su, Pironetto, su. Vuoi darla vinta a un ronzino da trenta soldi l'ora? Ci ho delle pasticche di menta: ingollane una, chè ti rimetterà in gamba. Hai fatto il più: fa ancora un ultimo sforzo. Fino a Stupinigi non ci vanno; ho inteso dire al cocchiere il nome d'una villa. Ci arriveremo e non li lascieremo battersi. Vedrai come mi buscherò la piattonata del genitore! Che credi che non abbia faticato anch'io? Nella furia di scappare ho infilato nell'anticamera le scarpe del servitore. Guarda che torpediniere! Ho dovuto far miracoli per portarle a salvamento. Credevo di lasciarne una davanti al Municipio. Lèvati presto. Non avrai più da correre. Io ti metto a sedere sull'asse delle ruote, tu ti appoggi con le mani alle mie spalle, e vai come un milionario. Su, su, senti il treno che arriva. Andiamo subito. Vedrai che tutto andrà bene. Ma non perdiamo più un momento!

A quelle parole Arturo si sentì nel petto come un nuovo soffio di vita, si levò in piedi, e ciondolando un poco, ma a passi spediti, tirato per la mano da Carlo, arrivò sin dietro alla carrozza, nel momento che passava il treno con un fracasso di tuono.

— Riaprono! — disse Carlo. — Su, Arturo, in sella!