Carlo saltò giù nel giardino, e tese le braccia allargate verso Arturo, dicendogli: — A te, ora!

Questi si lascio andar giù e gli cadde fra le braccia.

— Bene arrivato! — esclamò Carlo, — siamo nella fortezza!

Si trovavano all'estremità d'un lungo sentiero che andava diritto in mezzo a due fughe di piccole aiuole, divise da altri sentieri, fino a una siepe altissima di mortelle; la quale attraversava il giardino come un muro divisorio, aperta qua e là in vani arcati dalla forma di porte.

— Si battono là dietro! — disse Arturo. — Corriamo!

E tutt'e due scamiciati, grondanti di sudore, trafelanti, si lanciaron di corsa verso il muro verde....

*

Appena entrato nella villa e sceso di carrozza vicino alla porta, dove stava già l'altro legno, l'avvocato Bussi s'era trovato davanti a un largo viale, fiancheggiato da due alte pareti di mortelle e chiuso in fondo dalla facciata della palazzina. Al capo opposto del viale, c'era l'avvocato Pironi col medico e co' suoi padrini. Questi e quelli del Bussi s'erano subito mossi gli uni verso gli altri, e, incontratisi a mezza via, avevano fissato lì il campo del duello, e tracciato delle linee sulla terra con la punta delle canne. Poi avevano levato dalle fodere e dato le sciabole al medico, che le aveva asperse d'acido fenico, dopo aver preparato bende, pinze e boccette sopra un sediletto di legno, vicino a una delle aperture di fianco.

Mentre i due ragazzi stavano scalando il muro, i due avversari, chiamati dai padrini, si avvicinavano, si levavano il cappello e il vestito, si rimboccavano la manica della camicia sul braccio, si facevano fasciar la mano con un fazzoletto, e, impugnate le sciabole, si mettevano l'uno di fronte all'altro, avendo ciascuno i proprii padrini a destra e a sinistra. Uno dei padrini del Bussi, quello dal pizzo grigio, che aveva pure una sciabola in mano, faceva da direttore del combattimento.

Tutt'e due avevano il viso pallido, ma risoluto. Tutti gli altri tacevano. Non si sentiva che un cinguettìo allegro d'uccelli e il latrato lontano d'un cane. Il sole batteva il primo raggio sulla facciata rosea della palazzina.