A un cenno dei padrini, i due avversari fecero il saluto con la sciabola.
Il signore del pizzo gridò: — A voi!
Era il segnale dell'assalto.
Si misero in guardia e incrociarono le lame....
In quel punto, di là dalla parete delle mortelle, suonò un grido acuto e doloroso: — Aiuto!
L'avvocato Bussi s'arrestò il primo, stupefatto, come se avesse riconosciuto quella voce, ma incredulo, come se gli paresse un'illusione.
La voce ripetè con un grido più lungo e più supplichevole: — Aiuto!
Era il suo Carlo. Il Bussi non sentì più altro, gittò un'occhiata intorno, vide il vano della siepe, vi si lanciò, tutti lo seguirono.
Fatti appena venti passi, s'arrestarono.
Arturo giaceva in terra, disceso a traverso a un sentiero, tutto insanguinato e fuor dei sensi; Carlo, inginocchiato accanto a lui, atterrito e tremante, gli sorreggeva il capo con una mano, e con l'altra, rossa di sangue, gli stringeva un braccio intorno al polso; lungo il sentiero serpeggiava una striscia sanguigna.