—Quale?
—Quello seduto ai piedi d'una delle colonne di mezzo della facciata.
Guardo l'uomo, misuro con l'occhio tutta l'altezza della colonna, misuro la larghezza, poi l'uomo di nuovo, confronto, riguardo ed esclamo:
—È immenso!
—Ah! qui ti volevo! Bisogna confrontare, caro mio. Come ti puoi accorgere che qualcosa è gigantesco dove tutto è gigantesco? A prima giunta, tutti guardano in su, e tutti dicono come te. Scendiamo.
Si scende di carrozza, si sale la gradinata: non finisce mai. Si guardano le colonne della facciata: ingigantiscono a ogni passo. V'arriviamo davanti: sono larghe come case. Guardiamo in su: sono alte come campanili. Ci voltiamo indietro: quanta strada s'è fatta! Le fontane, pur ora così grandi, son diventate piccine che non paiono più quelle. Un soldato vicino a noi esprime benissimo questo stesso effetto; guarda la facciata e dice:—«Gonfia».
Entriamo. Guardo….—Amico, questa volta te lo dico sul serio: sono deluso.
—Aspetta. Vedi quella colomba in bassorilievo, di marmo bianco, qui nell'angolo?
—Vedo.
—A che altezza ti par che giunga della tua persona?