— Avanti, avanti! Mi fai morire.
— Si dice che la rivoluzione viene anche qui da noi. La gente non vuol più il Re: quello che abbiamo adesso; al Re vecchio, pazienza, erano tutti abituati. Non crede? Senta, tant’è vero che a Racconigi c’è già un altro Governo.
— Le solite ciance — disse Liana, tornando indifferente; — va pure giù, va in cucina.
S’era alzata col cuore compreso d’una nuova speranza; non voleva essere frastornata. La posta arrivava al villaggio il sabato sera e il mercoledì mattina. Era mercoledì. Le pareva assolutamente impossibile di non ricevere una lettera di suo marito.
— Dovunque egli sia, in qualunque caso, deve aver scritto... A meno che...
E crollava il capo per scacciare fin l’ombra d’un dubbio funesto.
Di repente si rammentò che quando il procaccio veniva di mattina, la trovava quasi sempre occupata a lavorare sotto una pergola piantata lungo il muro di cinta.
Discese velocemente e vi andò di corsa, quasi per affrettarne, per agevolarne l’arrivo.
Ma non potendo occupare nè la mente, nè le mani, non resse a star ferma. Uscì dalla pergola; vagolò pei viali, finchè incontrato Gabriel, lo mandò in paese perchè s’informasse della cagion del ritardo.
Il colono tornò dopo pochi minuti. Giantermo era arrivato da oltre mezz’ora; ma non aveva niente per lei.