Lo speziale (una zucca pelata, con due occhietti come grani di pepe e un bel naso adunco) se la rideva sotto i baffi biondicci.
— Questo si chiama sprecare il tempo, le forze, l’ingegno, i denari, mio buon Roccavilla. La fortuna è femmina; e le femmine sono come i gatti: a chiamarli non vi degnano, a lasciarli stare fanno: gnao! e si fregano intorno... Già, la fortuna è femmina. Anch’io vorrei pigliarla per il ciuffo, come dice il nostro buon Tomatis, ma credo inutile correrle dietro. Tengo gli occhi aperti e aspetto. Ma aspettare non vuol mica dire star lì a grattarsi la pancia! Bisogna ingegnarsi, industriarsi, trovar cose nuove. Io, per esempio, penso ad arricchire la... la...
— La farmacopea — suggerì il maestro.
— La farmacia. Io penso ad arricchire la farmacia di un’utile invenzione. Ecco perchè sto con gli occhi aperti. I segreti della natura sono infiniti, miei buoni signori. Scoprirne uno, qui sta il punto! Scoprirne uno, in uno dei tre regni: animale, vegetale e geologico.
— Minerale — corresse Tomatis.
— Mineralogico. Intanto volete sapere come mi preparo? Studiando lo scibile far... far... farmaceutico dei nostri vecchi. E investigo anche gli errori, i pregiudizi, le superstizioni. Chi sa che io non faccia qualche bella scoperta chimica! Ch’io non ritrovi qualche applicazione nuova di cosa già conosciuta! Certi rimedi non si adoperano più, semplicemente perchè sono usciti di moda. Codesto è un assurdo. Non voglio tornare al brodo di vipera, alla polvere di lucertola, e tanto meno agli amuleti, ma vi faccio osservare che molte sostanze furono prese, lasciate, denigrate, riprese. Lo zucchero, per esempio: prima fu portato alle stelle, poi accusato di produrre lo scorbuto, la malinconia e più specialmente di sciogliere il sangue: ora tutti sappiamo che fa soltanto male alla borsa. Dico bene?
Roberto sorrise; Tomatis diede in una gran risata; ma Roccavilla, che macinava a due palmenti, alzò e scosse le spalle.
— Tutti i gusti son gusti — diss’egli. — Quando non mi sento bene, niente medico e niente medicine: una bella camminata o una buona dormita, vino puro e uova sode, molto vino e molte uova. Disordine tiene il corpo in ordine. Ecco.
— Eh, dille grosse! — esclamò Tomatis.
— Il nostro buon geometra è l’assurdo personificato — susurrò Forastelli.