— Basta girare il mondo — ripigliò Roccavilla, asciugandosi energicamente la barba col tovagliuolo, — basta girare il mondo per vedere a che cosa servono i medici e le medicine. Negli Stati Uniti s’insegna non solo a non cedere, ma a non credere alle malattie: non ci sono malattie, non ci sono mali, non c’è niente. Ecco. Così si finirà per abolire addirittura il dolore.
— Oh! — fece lo speziale — quest’uomo va di assurdità in assurdità!
— Cose che si dicono — osservò malinconicamente il maestro, — cose che si dicono quando si è giovani e in buono stato. Io non posso più ragionare in questo modo...
— Perchè? — disse Roberto. — Avete una cera che incanta.
— Eh sì, ma mi sento debole, stracco... Stamattina mi venne un capogiro ch’ebbi a cadere in terra.
— Mezza dozzina d’uova e due litri, subito — gridò Roccavilla.
— O una revolverata nella testa, che mi pare un mezzo anche più spicciativo.
— Parlo sul serio.
— Anch’io, per bacco! Tanto che domani voglio andare a consultare Fumero.
— A Bornengo? — chiese amichevolmente Roberto. — Bene; vi condurrò io.