Stettero un momento in attenzione, poi la donna si alzò e si fece all’uscio.
— Ecco la Boscarina — diss’ella, — che viene a veder cosa c’è di nuovo; ecco anche Pron. Quello è mandato dal sindaco. In paese sono tutti curiosi di sapere come va a finire la faccenda. Oggi sarà una vera processione; e domani...
— Via! — susurrò Giuseppe, voltandosi verso la scala. — Ecco il padrone.
Roberto si era svegliato a giorno chiaro, e aveva penato alcun poco a separare le vane e fugaci visioni del sonno dalle memorie della realtà e dalle sensazioni esistenti; ma passati quei primi momenti, strigate e riordinate le idee, aveva provato un misto di sentimenti indefinibili e nuovi. Non voleva cercare donde ciò provenisse, nè trarne alcuna conclusione.
— Illusione? Presentimento? Speranza? Non fa niente. Sarà quel che Dio vorrà. La mia vita è tutta piena di contradizioni: ieri ero un uomo finito, oggi mi par di rinascere. La giornata è splendida: dunque
Non curiamo l’incerto domani
Se quest’oggi ci è dato goder.
Giuseppe lo aspettava da basso, insolitamente pronto e cerimonioso.
— Oh oh! Alzato presto stamattina, il signor Roberto! Mi rallegro, buon segno...
— Orsù! — disse il padrone, — dammi da colazione e corri ad attaccare... Che hai? Cosa c’è?