Un uomo era là, ritto nel mezzo della strada, come fosse balzato di sotterra.
Roberto e Susanna si levarono in piedi.
— Ho visto — ripigliò l’uomo, senza muoversi, senza fare alcun atto di minaccia. — Ho visto. Per Dio! stavolta vi ci ho chiappati!
— Sentite, Michele, sentite! — cominciò Roberto, alzando la mano verso di lui.
— Niente! Stia indietro, lei! Regolerò poi i conti anche con lei. Adesso voglio mia figlia. Vieni qui, tu. Animo! A chi dico?
Fece un gesto violento; e Roberto vide luccicare lo schioppo.
— Ohe! ohe! — esclamò. — Calma. Non perdiamo la bussola. Adesso vi racconterò... vi dirò tutto.
Il chiattaiuolo proruppe improvvisamente nei più alti, nei più orrendi vituperii.
— Basta! — gridò il giovane signore, indignato. — Vergogna! Contro vostra figlia. Voi che avete i capelli bianchi. Vergogna!
— Oh! — fece dolorosamente Susanna, giungendo le mani. — Non mi fa caso: ci sono avvezza oramai.