Caimi, sdraiato sul divano, tentennava il capo con un misto di compassione, di rammarico, di tedio. Alla fine si alzò, e andò a mettere una mano sulla spalla del giovane.

— Cos’hai? Piangi?

Non ho che un sentimento — mormorò Raimondi con voce spenta; — non ho che il mio amore per la signora Spinelli. Questo solo mi attacca alla vita, questo solo... Se io vi dovessi rinunziare, non so cosa farei...

— Andiamo, andiamo! Adesso basta, diavolo! Bisogna essere uomini... sopra tutto quando si tratta di donne. Credi a me, non mette conto di perdere la testa. No, per bacco! E poi... poichè ti dico che non sono innamorato...

— La tua parola, che non sei innamorato!

— La mia parola.

Raimondi si voltò, stese le braccia al collo dell’amico.

— Grazie! — esclamò poi, con tale effusione, che il pittore, per un momento, si sentì sinceramente commosso. — Grazie! Hai ragione; adesso basta. Cosa vuoi? Sono un bambino, un pazzo, un imbecille. Sei anni, vedi: le voglio bene da sei anni! Non ho mai avuto la forza di allontanarmi, mai. Sono d’una debolezza indegna, umiliante: una vera vigliaccheria. E la signora lo sa: sa che può far di me tutto quel che vuole, e naturalmente... Non ch’ella sia cattiva, ma è donna, terribilmente donna; e quando ha qualcun altro vicino, se la gode nel vedermi patire. Ieri sera, per esempio, c’eri tu; e mi ha fatto dannar l’anima. È per questo che sono venuto. Sono qui per pregarti di non secondarla nei suoi capricci...

— Ma sì, ma sì, ma se ho capita! E sta bene, farò quel che potrò. Non posso promettere di più. È chiaro, eh? O non andarci nel mondo, o far quel che fanno tutti; non c’è via di mezzo. Se avessi saputo, se avessi potuto prevedere, non mi sarei lasciato presentare... Quel che è fatto è fatto; adesso non posso sfuggirla senza passar per ineducato.

— Ma certo, ma certo! Ed io non voglio questo, non lo voglio per nessun conto. E poi non sei già solo: sono parecchi quelli che le ronzano d’intorno. Però mi pareva che ultimamente tu ti fossi fatto più assiduo con lei... Insomma basta, basta, basta! Scusami, perdonami e... e non dimenticare quello che ti ho detto.