La mattina dopo, Caimi si svegliò all’ora solita, ma non coi soliti pensieri. L’immagine della signora Spinelli gli tornò subito viva nella mente, non accompagnata però da alcun senso di affetto o di gratitudine: non la odiava nè la disprezzava, gli era divenuta indifferente, affatto indifferente, come non ci fosse tra loro nessuna specie di legame. Anche la faccia smorta di Raimondi fu tosto presente; le sue parole gli risonarono novamente all’orecchio, confuse sì, ma con un significato grave, profondo, quasi minaccioso.
— Oh! — diceva tra sè il pittore, combattendo rabbiosamente l’uggia che lo stringeva. — Alla fin dei conti che diritto ha colui d’occuparsi dei fatti miei? Che cos’è per me? Un compagno di scuola e nulla più. Che cos’è per la signora Spinelli? Un amante? Forse sì, forse no. E poi cosa importa? Perchè mi tormento? Ho avuto ben altre fortune e... Ma non mi sono mai sentito così. Cioè cioè, chi sa? Può darsi che queste fanciullaggini mi siano già passate per la mente altre volte, e che io ne abbia perduto totalmente il ricordo; vero segno che... che sono fanciullaggini. Non voglio rompermi il capo: no, perdio! Quello che è stato è stato: non pensiamoci più... Non pensiamoci più? Presto detto! E se qualcuno volontariamente o involontariamente mi ci facesse pensare?
Questo qualcuno era naturalmente Raimondi, il quale poteva benissimo aver concepito qualche nuovo sospetto, poteva addirittura aver spiato, o fatto spiare, la signora Spinelli e, chi sa? fors’anche sapere ch’ella avea passata un’oretta nel suo studio.
— Capaci di tutto, questi amanti sentimentali, questi spasimanti sdilinquiti, capaci di tutto!... Battista! Battista!
Il servitore venne e si fermò sulla soglia.
— Stamattina non vado allo studio — soggiunse il pittore; — forse non esco di casa; però non ci sono per nessuno, ricordati, venisse il Padre Eterno in persona.
— Sì signore.
— E... adesso portami qui la valigia.
— Quale? La piccola o la grossa?
— La piccola, la piccola, diavolo! Vado a Milano. Starò fuori tre o quattro giorni... cinque o sei al più... Senti, portale qui tutt’e due.