Roberto tentennò mollemente il capo, e fu applaudito come per un bel discorso.
— Ah no! — seguitava a cantare il maestro. — Lasciarci in asso poi no! Lei non è degno di stare in città... Voglio dire: la città non è degna d’averlo. Lei è una brava persona. Ha un cuor tanto fatto... un cuore di Cesare... di Pompeo il Grande. Un gran cuore e una bella mente. Sicuro, una mente lucida, osservatrice. Resti con noi. Qui troverà da studiare e da divertirsi. Lei ha viaggiato... Oh! Creda a me: non fa niente bisogno di andare fin
Nelle orientali Indie felici,
Poste di Persia ne’ liti amici
come dice un nostro poeta, per... Dov’ero arrivato?... Ah sì! Lei è un uomo superiore a ogni eccezione; resti con noi, e un bel giorno noi, tutti d’accordo, le procureremo una bella soddisfazione.
— Scommetto che ha già indovinato — disse Galosso.
— Oibò! — esclamò Tomatis. — Come volete che faccia a indovinare? È troppo modesto. Santa Caterina da Siena diceva: «Quando si parla bene di voi, non si parla di voi».
— E cosa significa? — chiese Roberto.
— Significa... Ma non gli state tanto a ridosso! Lasciatelo dire.
— Ma cosa volete che io dica? Se non ho ancora capito...