— Che! Niente paura... Solo vorrei sapere, vorrei essere proprio sicuro...
— Che c’è un’altra vita? — susurrò Galosso.
— Questo me l’hanno detto e ripetuto quando ero ragazzo; i preti ne parlano sempre; e i galantuomini ci credono, o fanno come se ci credessero. No, no, lasciamo andare.
— E dunque? — disse Roberto.
— Vorrei esser sicuro di ritrovarvi...
— Nella valle di Giosafatte, il dì del giudizio? E perchè no? Fisseremo l’ora e il punto, tutto.
L’oste pigliò il maestro per una manica, lo tirò a sè:
— Sentite, Tomatis, voi siete il più vecchio, voi partirete il primo...
— Gli anni non contano — interruppe Tomatis, liberandosi con una stratta. — Oggi a me, domani a te, o viceversa. Storie! Ricordatevi bene: non bisogna mai far pronostici, mai e poi mai!... Or via... Torniamo da capo. Dunque ecco qui: noi dobbiamo promettere...
— Noi dobbiamo giurare — corresse Galosso.