— Cosa posso offrirvi? — riprese Roberto. — Vino? Liquori?

— Vino no! — esclamò il maestro.

— E neanche liquori! — aggiunse il segretario.

— Prenderemo il caffè; una buona tazza di caffè rimette lo stomaco.

Vi fu un altro silenzio. Tomatis e Galosso giravano gli occhi in qua e in là, fregandosi le ginocchia.

Giuseppe entrò col lume, lo posò sulla tavola e si ritirò.

— Mah! — sospirò Tomatis.

— Povero diavolo! — disse Roberto.

— Ma che sventato, però! — saltò su Galosso. — Che imprudente! Patrito, il più vecchio cacciatore del paese, mi diceva quest’oggi che Baino è sempre stato così; e guai ammonirlo, guai aprir bocca! Dava sulla voce, entrava in bestia...

— Eh via! — fece Tomatis. — Adesso è morto...