SCENA SEDICESIMA. Clara, l’uffiziale, Alban, Andrea, il sergente, i soldati, il Cavaliere di Priasco.

Cav (sulla soglia a sinistra). Ehi, signore, fatemi il favore di badar a me un momento.

Uff. Volentieri, cittadino (si accosta squadrandolo).

Clara (smarrita). Vittorio, Vittorio!

Cav. (a Clara, serio, con calma). Cugina, vi prego... (all’uffiziale). Senza tante parole, lasciate star Reviglio, che non sa neanche di che cosa si tratti; prendetemi con voi, conducetemi dal comandante di piazza, dal commissario civile, al diavolo, se volete, ma...

Uff. Ho capito! Cioè no, veramente... (indicando Andrea). Ma sai che costui ha pressochè confessato.

Cav. Non è possibile.

Andrea (con energia). Sì, signore... E d’altronde tutti costoro mi han riconosciuto.

Cav. Ah? Ebbene rifacciamo la prova. (Piantandosi di fronte ai soldati). Attenti voialtri: qual di noi due vi par l’uomo di stanotte?

I Soldati (guardano ora l’uno ora l’altro, dubbiosi e perplessi).