Clara (stringendosi a lui). Vittorio no! Ti amo! Lo sai che ti amo!
Cav. Lasciami! Lasciami, ti dico. Non capisci che è perduto?
(Una scarica da basso).
Clara. Ah!
(Si guardano allibiti. Clara si lascia andar seduta e nasconde il viso: il cavaliere le è vicino, immobile e muto).
Un lungo silenzio poi un grido lontano: Qui vive?
Altro silenzio, altro grido: Aux armes! Aux armes! Urli, spari, tumulto.
Cav. (scuotendosi, fremente). I nostri, Clara, i nostri! Così va bene, per Dio! A noi! Tornerò, sai. (Via rapidamente).
SCENA DICIOTTESIMA. Clara, poi Don Rolando, Alban, Andrea.
Clara (si slancia come per seguire il cavaliere, si ferma, va per affacciarsi al terrazzino, indietreggia inorridita al pensiero di ciò che dovrebbe vedere. Percorre la scena agitatissima, porgendo l’orecchio ai rumori che si vanno allontanando).