Clara. Aspettiamo, dunque. Aspettiamo... Non guardiamo più... Chi sa, chi sa... (Ritraendosi, coprendosi la faccia con le mani). Così... Vittorio, io prego, vuoi?
Cav. (con gli occhi fissi, pallido e grave). Prega, prega.
Clara (dopo brevissima pausa). Ebbene?
Cav. Mah!
Clara (premendosi il petto con le mani). Muoio, sai. Non sento più il cuore.
Cav. Coraggio!
Clara. E gli altri, e i nemici che fanno?
Cav. Son tutti in cortile, quieti, sicuri... (Sporgendosi) E che diamine c’è da veder in cortile?... (Saltando bruscamente in scena e guardando intorno). Reviglio! Reviglio!
Clara (cercando anch’essa). Reviglio!
Cav. (indicando l’uscio). È uscito di là. (Vi corre).