Gabriotto (gli getta un ramoscello secco). Su ghiro, tasso, marmotta!
Pinuccia. (con voce strillente). Su su su!
Giannucolo. (si leva in piè). Che male vi ho fatto? Non vi ho fatto niente. Come potete divertirvi a noiare uno che non vi ha fatto niente? Lasciatemi stare, che sarà meglio per voi.
Gabriotto, Masetto e Pinuccia. (continuano a sghignazzare e a fare atti di spregio). Su su su!
Giannucolo. (stringendo le pugna) Io non so a che mi tengo...
Minghina. Zitti!... Zitti, vi dico: ecco un benedettino.
(Un monaco bianco appare nel fondo, e si avanza lentamente esaminando certe erbe che poi mette in una sporta. I contadini e le contadine gli fanno riverenza).
Monaco. Pace, pace, fratelli miei. Nega la pace a sè, chi la nega altrui. È nemico di sè medesimo, chi vuole per nemico il prossimo suo. Perchè altercate?
Gabriotto. (indicando Giannucolo.). Perchè costui non vuol venire al lavoro.
Masetto. E il maggese è maturo.