Masetto. Aspetta, aspetta, ch’io gli fo lo scongiuro. (Fa un fischio acutissimo).
Giannucolo. (si leva a sedere e li guarda di traverso).
Masetto. Leva su, dormiglione: che il fien di maggio è maturo.
Giannucolo. Va alla malora tu e il tuo fieno! (Si rimette a giacere).
(Suoni confusi in lontananza).
Gabriotto. Giannucolo, hai da sapere che il signore è già in caccia. Non senti i corni? Se ti coglie, stai fresco.
Pinuccia. Guai a chi non lavora!
Minghina. Deh, sventurato, non ti conosci tu? Non consideri che sei lavoratore dei campi? E vai vagabondando come trasognato, che i fanciulli ti verranno oggi mai dietro co’ sassi!
Giannucolo. (non risponde e fa una spallacciata).
Masetto (prende una manciata di terra e gliela butta come va, va). Su, ghiro!