Monaco. Parla chiaro.

Minghina. Qualcuno, cioè una strega o uno stregone. Basta una parola, un gesto, un’occhiata per legare un uomo che non sia più libero nè della mente nè del corpo. Voi le sapete queste cose?

Monaco (crollando il capo). Di presente non pare vi siano maliarde in questo paese.

Pinuccia. Vengono di fuori via.

Minghina. Vengono di fuori via. Ier sera, al tramonto, ero nell’orto. Che è che non è, cala giù una vecchiaccia bruna e magra e pelosa, fruga nella salvia, ghermisce un rospo e frr, risale su pei nuvoli!

Masetto. Ier notte, entrando nella stalla per abbeverare la vacca, ho visto un folletto rannicchiato nella greppia: uno di quei folletti che amano il caldo e temono il freddo.

Gabriotto. Venerdì mattina, un caprone forestiero s’è cacciato tra il mio gregge, nabissando e cozzando alla maledetta. E mi ha stroppiata uno pecora.

Pinuccia. E quante galline nere non son nate quest’anno!

Monaco (infastidito). E chetatevi un po’!... Domani verrò al borgo col nostro esorcista, e qualcosa si farà. Orsù, andate a falciare, andate a falciare.

Gabriotto. Andiamo, che si fa tardi.