Giannucolo (con dolorosa voce). Mercè per Dio e per pietà! Voi mi date d’un coltello al cuore...

Oretta (fieramente adirata). Levatimi dinanzi, can fastidioso che tu se’! (Volta le spalle e si avvia a sinistra).

Giannucolo (con gli occhi lampeggianti e come uscito di sé). Maledetto sia il giorno che vi ho veduta, madonna! Ma, perso per perso, vi voglio baciare. (L’insegue, la raggiunge e tenendola forte, le preme le labbra sul collo).

Oretta (manda un altissimo strido).

Giannucolo (la lascia e fugge a destra).

Oretta (volgendosi attorno attorno con altre grida). Aiuto! aiuto!... Oh il ribaldo! il ribaldo! il ribaldo! (Vede venire messer Bernabò, si ferma e si ricompone).

(Entra messer Bernabò dalla sinistra, porta un cappuccio di color verde scuro, una giubba di zendado verde chiaro con tanti bottoni di pietre preziose, calze intere, scarpe da caccia senza il becchetto, spada dorata, corno d’avorio cerchiato d’oro: ha in mano uno spiedo).

Oretta. Signor mio, voi siate il molto ben venuto.

Bernabò (con tranquillità abituale d’animo e di maniere). Ho riconosciuto la voce tua. Perchè hai gridato accorr’uomo? Che diavolo vuol dir questo?

Oretta (ancor tutta fremente). Fui villanamente oltraggiata.