Giannucolo. Ho veduto colei che per me è più che una stella. (Pigliando fervore). L’ho veduta e la vedo, e sento tanto piacere nell’animo che appena so dove io mi sia.

Oretta (con sembiante altero, con uno sguardo che ammonisce). Guarda quel che tu parli.

Giannucolo. Ancor mezza parola...

Oretta. Non intendo il tuo coperto parlare.

Giannucolo. Parlerò aperto...

Oretta. Non più, che ora mi è fastidio a udire. (Dà addietro e gli butta una moneta). To’ questo, mentecatto, e va via.

Giannucolo (mettendo il piede sulla moneta). Madonna, la giovinezza è sottoposta alle forze e alle leggi d’amore; le quali sono di maggior potenza che tutte le altre.

Oretta (tutta nel viso cambiata). Conosco quanto possono, e so pure che non una volta ma molte hanno condotto i pazzi temerari ad asprissimo gastigo!

Giannucolo. E così sia. Usate in me la vostra crudeltà, fatemi martoriare, fatemi morire...

Oretta. Poni una statua di cera della tua grandezza dinanzi alla figura di messer santo Nicola, per i meriti del quale io ti faccio grazia. E fa ch’io non ti rivegga più in questi luoghi.