Bernabò. Ti ha baciato le gole? la bocca?

Oretta. Il collo. Ci sento tuttavia come il bruciar dell’ortica.

Bernabò. E dove s’è nascosto?

Oretta. Si è dileguato.

Bernabò (dopo una pausa pensosa). Donna, qui si convien tacere. Tacendo, niuna vergogna ti può tornare; parlando n’avresti vitupero appresso tutti.

Oretta. Marito mio, signor mio dolce, io mi starò ben cheta; ma non se ne starà cheto il mio offensore. Quel che tre sanno, tutti sanno. Io speravo in una pronta e intera vendetta.

Bernabò. Pronta, intera, ma astuta. Lascia far me. I secondi pensieri sono i migliori.

(Ginevra e Costanza entrano dalla destra).

Ginevra. Ohimè, madonna, il vostro buon smeriglio è perduto!

Costanza. Con poca speranza, o nessuna, di riaverlo.