In su quel punto, Pagano molto odiava Ramondo, e Ramondo odiava lui, e volentieri l’uno avrebbe tratto a fine l’altro. Ma gli uomini che riposavano sopra l’erba, si levarono, entrarono in mezzo ai due mortali nemici e li fecero dispartire.
Pagano, infiammato dall’ira, era la più violenta cosa del mondo a vedere: diceva tutto quello che a bocca gli veniva; tutto quello che a mano gli veniva stracciava e squarciava. Ogni poco metteva un grande grido: — L’arme! l’arme! — e menava tale tempesta, che i suoi in nulla guisa non lo potevano tenere. E il sangue tanto ribollì e si ragunò dentro al celabro, ch’egli cacciò un mugghio come un toro, e tantosto cadde come fosse al tutto morto.
Allora Manfredone e Durcogno lo presero l’uno per le spalle e l’altro per i piedi, lo portarono dentro la torre, e lo posarono sul letticello, che s’era fatto fare nella stanza di sotto.
Or mentre tutti quelli della rocca si assembravano dov’era il loro signor tramortito, e non sapevano nè che si dire nè che si fare: Grisagonella e Olivenco si trassero a consiglio.
Grisagonella disse:
— Io temo forte l’augurio. Credo che il prendere vengianza del Romito porterebbe mala ventura a tutti noi. Adunque bisogna che noi gli perdoniamo ogni maltalento. Per liberare nostro sire dallo incantamento, che dobbiamo fare altro se non rendere alla dama il palafreno, sì ch’ella vada a suo viaggio?
E definita tale questione, Olivenco andonne alla stalla e menò fuori il palafreno sellato e cinghiato.
Ramondo non fu tardo, staffa non richiese, ma di colpo saltò su dicendo: — Ah mia bella e buona e forte ventura! — E tantosto presa Richelda per il braccio e per la vita, se la pose davanti a l’arcione e se la portò via con grande allegrezza e con ebbrezza d’amore.
Pagano stette senza alcun sentimento di vita più e più giorni: era nel viso come uomo trapassato, e non si trovava persona che rimedio gli potesse dare. Dopo cominciò a guardare per la stanza: vedeva sì com’egli giaceva in un letto, ma non sapeva dove; vedeva sì il guardatore della rocca, lo scudiere e tutti gli altri, ma non li conosceva, e si rammaricava in sè medesimo, pensando: — Come sono io qui? Chi sono io? Chi sono costoro?
Però un giorno tornò repentemente in sua memoria, si risovvenne della straniera, e voltandosi verso Grisagonnella, gli domandò dove fosse andata.