Il Romito, accorgendosi di tale mirare, si voltò indietro, vide venire avanti una dama, e troppo bene raffigurò la chiarità del viso, le mani bellissime, il corpo adorno di quella che cotanto l’aveva fatto languire. Non parvegli vero, credette sognare, si sentì fallire gli spiriti; poi le andò incontro gridando:
— Richilde! Richilde!
Questa voce mise gran maraviglia nell’animo di Richilde aux beaux cheveux; che fiso guardato colui il quale pellegrin forestiere credeva, e già già riconoscendolo, disse:
— Raymond? Raymond?
E incontanente cominciò nella sua natural lingua a raccontare di sè: come dai prieghi di quei del suo lignaggio costretta di prender marito, avesse preso missire Raoul del Pojet, gentils castellans de Proensa, ma senza mettere suo cuore in amore; come essendo passata di qua dai monti con Raoul per visitare la badia del Villar san Costanzo, di gran nomea, disfatta già tempo dal saracini e rifatta con grandissima spesa della contessa Adalaida, si fossero scontrati in un signore selvaggio e predace, che aveva disfidato a morte Raoul, sbarattati i suoi, e lei presa e imprigionata dentro quella rocca, non però ch’ella avesse mancanza di nulla cosa.
Allora Ramondo ciò che avvenuto gli era dal dì della sua partita infino a quel punto narrò, e intanto si batteva lo volto con le mani, si travagliava di parole, diceva molte cose di suo amore: ora tutto insuperbito, giurando che se il passato era stato tempo di gran dolore, voleva che il presente fosse tempo di vendetta e di crudeltà; ora raumiliandosi verso di lei e rimettendosi nella sua mercè.
Richelda pensava e nel pensamento apprendeva il vero: come Ramondo era stato il più fedele cavaliere del mondo, e l’aveva amata non di folle ma di leale amore; e cominciò a pentirsi di quella sua gran freddezza, a sospirare, a lagrimare per compassione dei passati infortuni. Conchiudendo, disse in suo cuore: — Questi veramente sarà il mio signore. — E senza aver riguardo a quelli che quivi erano, con le braccia aperte corse al collo del Romito e lo baciò in segno di pace e di buono amore.
E così stando Ramondo e Richelda in tale parlamento, Pagano erane molto gramo e geloso, e veniva dicendo:
— Oh come, che parole son queste che dite voi? Che parole son queste?
E finalmente, perduto il lume degli occhi, tirò fuori un appuntato coltello per ferire quei due. Ma la schiavina non toglieva però lo ardire del cuore nè la forza del braccio al Romito; il quale, impugnato il bordone, menò a Pagano un colpo nella mano diritta, sì che il coltello andò in piana terra.