E il Romito latinamente:

Si quis sacerdotem, aut diaconum, vel ullum quemlibet clericum arma non ferentem, quod est scutum, gladium, loricam, galeam; sed simpliciter ambulantem, aut in domo manentem invaserit, vel coeperit, vel percusserit.

Pagano favellò furiosamente, e disse:

— Ahi mal romito dello mala ventura, che mala perdita ti doni Iddio! Come hai tu ardire di parlar così a migliore che tu non sei? Donde vieni? Chi furono gli antichi tuoi?

E il Romito:

— Sappi ch’io sono stato nobile e potente signore, ch’io ebbi la maestria e lo ardire del combattere. Sappi ch’io m’innamorai senza misura d’una donzella, che non credo nascesse in questo mondo ma fosse formata nel paradiso. Ella non si curava del mio amore, non per odio nè per mala volontà, ma perchè ancora non sentiva niente d’amore. Io tutto mi consumavo per lei; e non potendo più soffrire mio dolore, mi convenne lasciare tutti i miei beni, ogni cavalleria e ogni diletto, e andare tapinando per mare e per terra, per Cristianità e per Saracinia; e poi divenire romito in luogo foresto.

Pagano non ascoltava niente, guardava il Romito minuto minuto, pensando una sua gran crudeltà. Poco gli pareva impenderlo, decollarlo, arderlo o smembrarlo: avrebbe voluto fargli un pertugio nell’ombelico, cavar fuori il capo di un budello, legar quel capo a un palo; e appresso frustare duramente il buon uomo, sì che corresse in tondo, fin che tutto il budellame gli si fosse estirpato dal corpo.

Il Romito così proseguiva:

— Secondo ch’io conosco, sei innamorato anche tu. E l’uomo innamorato s’egli era allegro, diventa tristo; s’egli era savio diventa folle. Iddio creò l’uomo a immagine sua; l’uomo ma non la donna. Ed è per via della donna che la prevaricazione è venuta sulla terra. Eva donò ad Adamo tal mangiare che sempre mai fu tristo. Non t’impacciare d’amore, Pagano, non t’impacciare d’amore! Pensa a ragionevolmente signoreggiare: che lo signore sicuro fa sua gente sicura; lo signore liberale fa sua gente leale, lo signore non crudele fa sua gente fedele...

Mentre il saggio parlava in tale maniera, Pagano non udiva niente, era tutto in estasi e mirava molto molto verso la torre.