Vitt. Se sarà il caso... Sta tranquillo. Ma io spero...
Carlo. No, no, no, non dirmi niente d’inutile. Non abbiamo tempo da perdere. Piuttosto rispondimi: ti pare ch’io abbia sempre fatto il mio dovere?
Vitt. Ma sì...
Carlo (con intenzione). Anche... anche in questi ultimi giorni?
Vitt. Ma sì, ma sì, senza dubbio.
Carlo. Non m’inganni, eh? Sta bene. Lo dirai a mia moglie. Tu la vedrai (animandosi). Le dirai pure ch’io ti parlavo di lei, tanto, tanto, sempre... e che sono morto col suo nome sulle labbra... Sarà così.
Vitt. Non dimenticherò niente. Adesso riposati.
Carlo (dopo breve pausa). Non ho finito. La pregherai sopra tutto di ricordarsi di me. Ah su questo bisogna insistere! È l’essenziale. Non vi è parola che possa esprimere quanto l’ho amata. (esaltato). Guarda, penso a quel che potrebbe accadere dopo la mia morte, e soffro. Soffro più di quel che soffrirò tra poco, a momenti, quando...
Vitt. (angustiato). Non pensare, non pensare.
Carlo. Una cosa orrenda! Patirei ancora anche morto. Non posso credere che dopo sia tutto finito. Porterei con me il mio tormento; e allora, e allora, e allora...