Vitt. Bada che è la febbre che ti fa preveder certe cose. La febbre e forse un po’ di delirio. Passerà e discorreremo. Adesso mettiti giù, sta fermo, sta quieto.

Carlo (smaniando). Lasciarmi andar nella tomba senza questa promessa! Lasciarmi morir disperato!

Vitt. (accorato). Carlo, mio povero amico...

Carlo. No, no, no, no, non lo sei mio amico!

Vitt. Pensa a Dio! Rimettiti in lui!

Carlo (agitandosi convulsamente). Guarda come soffro! Ho male, ho male nel corpo e nell’anima e tu mi neghi il conforto!... A un uomo che muore!... L’ultima consolazione! Puoi e rifiuti! (a mani giunte, con accento straziante). Aiuto, Vittorio! Aiutami presto! La tua parola che farai quel che t’ho detto! La tua parola! La tua parola!

Vitt. (vinto, con la mano sul petto). La mia parola!

Carlo (ricade indietro, rovesciando la testa).

Vitt. (va rapidamente all’uscio).

(Entra il chirurgo, seguito da un garzone che porta una cassetta)