Vitt. (studiando di contenersi). E non vuole, e non può dirmi nulla?
Sab. (ridendo). Quando ci dicono che siamo curiose!
Vitt. (tornandole vicino d’un balzo). La supplico di rispondermi!
Sab. (un po’ stupita). Ma, signor Iddio! Vi sono cose che non si possono dire nè in due, nè in quattro parole. Lei è lì per andarsene; domani sarà lontano... Non mi resta che scrivere.
Vitt. (risoluto). Disponga liberamente di me, del mio tempo. Non so se lei parlasse sul serio dianzi, quando ha detto di volermi considerar come un fratello: ma suo amico lo sono, amico vero, fino alla morte. Mi raccomandò questo colui che non è più.
Sab. Ah! E lei si dimenticava di dirmelo? Vede? E se ne andava!
Vitt. (turbato). È giusto! Mi perdoni. E mi perdoni pure se, in conseguenza appunto di questa raccomandazione, mi trovo come obbligato a rivolgerle una domanda. Le parrà strana; indiscreta, ma la prego di rispondermi.
Sab. (inquieta) Avanti, dica.
Vitt. (con mal repressa ansietà). Avrei indugiato, aspettato ancora... rispettando scrupolosamente non solo un segreto, ma anche, ma anche...
Sab. (sempre più inquieta, con impeto). Ma non vede che questi preamboli mi fanno rabbrividire!