Amedeo (amaramente). Oh!
Vitt. Ti guarirò. Farò tutto al mondo per renderti la calma, per farti felice.
Amedeo. Taci, taci, mi fai male! Oppure no; senti: son calmo. Mi calmerò anche di più. Lascia ch’io torni a lei, ch’io la veda ancor una volta...
Vitt. (accenna dolcemente di no).
Amedeo (implorando). Chi sa? Forse trovandola tranquilla, persuasa... Lei stessa mi dirà... Ragioneremo. Sai, alle volte una parola può far un gran bene. Mi lasci andare, eh?... No? Perchè così soffro troppo, vedi: soffro proprio troppo!... Non conviene nemmeno a te pretendere tanto, spingermi così. Son tuo fratello, Vittorio, son tuo fratello!... (fa l’atto di lanciarsi all’uscio).
Vitt (si frappone).
Amedeo (indietreggia e si getta singhiozzando sopra una seggiola). (Un silenzio).
(Si sente picchiar sommessamente all’uscio di destra).
Vitt. (a Amedeo). Su, su! Presto, che nessuno ti veda!
Amedeo (alzandosi). Chi sarà? (pieno di speranza). Chi può essere? Chi credi che sia?